Organizzare l'accesso agli alloggi in una riqualificazione in edificio occupato
In una riqualificazione occupata, il programma non urta contro i mezzi, urta contro le porte. Tre alloggi chiusi in un vano scala bastano a far tornare una squadra intera una seconda volta, per tre ore di lavoro. L'accesso è dunque la risorsa da governare, prima degli operai e prima dei materiali.
Questo articolo fa parte della guida
Lavori in edificio occupatoIl collo di bottiglia non è dove lo si cerca
Un cantiere nuovo si conduce per lotto: la pittura segue l'intonaco, la squadra avanza da un piano all'altro. In edificio occupato, l'unità non è più il lotto, è l'alloggio. Ogni alloggio è un cantiere in miniatura con la sua porta, il suo occupante, i suoi orari.
La conseguenza è meccanica: un tasso di accesso dell'80 % non costa il 20 % del tempo, costa molto di più. Gli alloggi mancati sono sparsi, obbligano a tornare su un intero vano scala per una manciata di interventi, con lo stesso tempo di installazione e di smontaggio. È la cifra da sorvegliare ogni sera, prima ancora dell'avanzamento.
Avvisare: nominativamente e con un ritorno
Un cartello collettivo nell'atrio non impegna nessuno e non si prova. L'avviso di passaggio è individuale: nome dell'occupante, numero dell'alloggio, natura esatta dell'intervento, date, fascia oraria e un contatto raggiungibile durante il cantiere.
La parte che conta è il tagliando di risposta. Propone tre caselle, e quelle tre caselle sono esattamente i tre esiti possibili: sarò presente, lascio la chiave, rifiuto l'intervento. Un tagliando rientrato la sera prima vale più di una porta chiusa il mattino dopo: la riga di programma si sposta prima della squadra, non dopo.
Le chiavi: un registro, non una tasca
Il deposito della chiave è ciò che salva un programma: l'inquilino va al lavoro, l'impresa entra, la prestazione si fa. Ma la chiave deve poter essere ritrovata. Un registro nominativo dice chi ha consegnato cosa, a chi, in che giorno, e quando la chiave è tornata.
Due regole di cantiere meritano di essere scritte. La chiave si restituisce all'inquilino, mai a un vicino o al portiere senza accordo scritto dell'inquilino. E una chiave non restituita a fine giornata si segnala la sera stessa, non il giorno dopo: un mazzo smarrito scoperto il giorno seguente è un cilindro da cambiare, un mazzo segnalato alle 18 è quasi sempre in una cassetta degli attrezzi.
Ciò che si decide sulla soglia
La squadra è davanti alla porta e ha tre minuti per capire cosa fa. Se l'inquilino apre e la prestazione si svolge, riparte con una quietanza firmata. Se rifiuta, riparte con un rifiuto firmato che dice cosa è stato rifiutato e perché. Se non ha liberato la stanza, riparte con uno scarico firmato oppure non lavora.
Ciò che non si deve fare è ripartire senza nulla e "annotarlo al rientro". Una visita senza traccia è una visita che non è avvenuta quando la committenza chiederà conto, ed è anche quella che tornerà nel programma senza che nessuno sappia perché.
La cifra da guardare la sera
Il tasso di accesso del giorno è il numero di alloggi aperti sul numero di alloggi programmati. Seguito vano scala per vano scala e lotto per lotto, dice subito se il problema viene dall'edificio B, dal lotto idraulica o dalla fascia oraria scelta.
Un tasso fermo al 60 % su un vano scala un martedì mattina non è una fatalità: spesso è un vano scala di gente che lavora, dove il sabato mattina o il tardo pomeriggio aprirebbe il doppio delle porte. Lo si sa solo misurando, e lo si misura solo se la convalida di cantiere rientra lo stesso giorno.
Avvisare nominativamente, tenere un registro delle chiavi, ripartire da ogni porta con un documento, misurare il tasso di accesso la sera: questi quattro gesti non richiedono uno strumento sofisticato, richiedono di essere fatti ogni giorno. Il generatore di avvisi di passaggio di FloorScan copre il primo, gratis e senza account. Il modulo di gestione cantiere copre tutti e quattro, partendo dal programma.